Henze borghese e progressivo

6 novembre 2007

henze

Devo ammet­tere la mia pas­sione per i docu­men­tari. Quando il regi­sta è una per­sona sen­si­bile e intel­li­gente, rara­mente li si guarda senza pro­vare delle emo­zioni para­go­na­bili a quelle che si pro­vano con un buon film. Que­sto su Henze, parte di una riu­scita col­lana di Arthaus Musik inti­to­lata Com­po­sers of our time, mi è sem­brato par­ti­co­lar­mente bello. Henze si lascia inter­vi­stare par­lando spesso per metafore, cercando parole che tal­volta si ha l’impressione che non abbia più grande inte­resse a tro­vare, con quell’atteggiamento un po’ ludico e un po’ acido che spesso i com­po­si­tori hanno dopo una certa età, quando non hanno più voglia di bat­ta­glie e pole­mi­che ma si tol­gono comun­que qual­che sod­di­sfa­zione. La respon­sa­bi­lità più forte del compositore, dice a un certo punto, è quella di “costrin­gere a essere creativi”; questa frase già da sola ren­de­rebbe, a mio avviso, pre­ziosa la visione.

Il film, pro­dotto nel 2001 in occa­sione dei suoi 75 anni, è in buona parte girato nella sua splen­dida villa di Marino; così ordinata, ‘leccata’ ver­rebbe da dire, con il suo giar­dino in cui la natura non sem­bra avere più niente di miste­rioso, in cui tutto è così straor­di­na­ria­mente coun­try, così inti­ma­mente bor­gese che quando gli si sente dire che nella sua vita molto è stato col­le­gato all’“incertezza” ver­rebbe da non cre­der­gli. Ma sotto, per tutto il tempo, tra­scorre la sua musica, con una scelta ocu­la­tis­sima dei fram­menti, in qual­che caso dav­vero toc­cante. Come quando si parla dell’incontro con la Bach­mann (o meglio, ancora una volta vi si allude), e per qual­che decina di secondi si ascolta il primo Not­turno di Nach­tstücke und Arien, incre­di­bil­mente bello e misterioso. Allora anche l’idea dell’incertezza si chia­ri­fica, e ogni sta­bi­lità si rende com­pren­si­bile come paci­fi­ca­zione a poste­riori. In due brevi testi­mo­nianze appare anche Fau­sto Moroni, il com­pa­gno scom­parso pochi mesi fa; anche in que­sto caso, una vaga sen­sa­zione di benes­sere fami­liare quasi bor­ghese; ma ancora una volta è un’impressione che sva­ni­sce in una nebu­loso senso di dram­ma­tica insta­bi­lità quotidiana.

Nel dvd com­pa­iono Simon Rat­tle, Ingo Metz­ma­cher, Oli­ver Knus­sen e molti altri, si ascolta splen­dida musica ed è com­presa anche un’esecuzione inte­grale del Requiem (1990−93). Ma soprat­tutto si pensa alla musica, al suo pas­sato e al suo pre­sente; e non è poco.

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