Radio classiche? Chiudere subito!

20 novembre 2008

concertzender

Mentre le emit­tenti radio­fo­ni­che dedi­cate alla musica clas­sica stanno affron­tando dif­fi­coltà eco­no­mi­che più o meno gravi in tutto il mondo, c’è n’è una che pro­spera, se non eco­no­mi­ca­mente, in fatto di abbo­nati e ascol­ta­tori. Si tratta della sto­rica Con­cer­tzen­der, un’emittente olan­dese che, come la nostra corag­giosa amica Rete Toscana Clas­sica, è ascol­ta­bile anche attra­verso la rete, ma a dif­fe­renza di quest’ultima appar­tiene al cir­cuito del Sistema radio­fo­nico pub­blico olan­dese (NPO — Neder­landse Publieke Omroep), e dipende quindi lar­ga­mente da un con­tri­buto pub­blico che si aggira intorno ai 500 mila euro annui. Con­cer­tzen­der può tut­ta­via con­tare anche su un nutrito gruppo di soste­ni­tori pri­vati, che con­tri­bui­scono sia con il lavoro volon­ta­rio sia con aiuti eco­no­mici al sosten­ta­mento della loro emit­tente amica. Oltre alla musica clas­sica (con un canale dedi­cato all’antica) Con­cer­tzen­der tra­smette musica world e jazz, oltre a regi­strare decine di con­certi dal vivo per dif­fon­derli in un canale strea­ming dedi­cato. Gli ascolti vanno bene e cre­scono, e i con­tatti via etere e via rete si aggi­rano intorno alle 600 mila unità, senza con­tare gli ascol­ta­tori via cavo.

Bene, dovreb­bero essere tutti felici di un gio­iello del genere, vero? E invece no. Per­ché 600 mila ascol­ta­tori sono dav­vero troppi, e danno fasti­dio. E dun­que i diri­genti delle altre radio pub­bli­che hanno chie­sto a gran voce allo stato il taglio dei finan­zia­menti a Con­cer­tzen­der. E, incre­di­bile a dirsi, l’hanno otte­nuto. Ieri l’altro è stato comu­ni­cato ai dipen­denti dell’emittente che l’amministrazione pub­blica ha deciso per la sospen­sione del finan­zia­mento (atten­zione, non a causa della crisi, ma per ridi­stri­buire il con­tri­buto desti­nato a con­cer­tzen­der sulle altre emit­tenti attive – non di clas­sica, ça va sans-dire). Gli ascol­ta­tori di tutto il mondo si stanno mobi­li­tando, ma l’efficacia della pro­te­sta è dub­bia. I diri­genti e i col­la­bo­ra­tori, invece, stanno facendo i loro conti per capire se sarà pos­si­bile pro­se­guire le tra­smis­sioni dopo il taglio del soste­gno pub­blico. Quello che gli ascol­ta­tori vec­chi e nuovi pos­sono fare, è man­dare un mes­sag­gio a que­sto indi­rizzo, dicendo con tutti i punti escla­ma­tivi del caso che quella del taglio dei finan­zia­menti è vera­mente una pes­sima idea.

E c’è anche da dire che la que­stione degli ascolti alti ma non abba­stanza, dei finan­zia­menti e dell’indifferenza nei con­fronti della sostan­ziale scom­parsa della musica clas­sica (e jazz, e world di alto livello) dalle tra­smis­sioni radio ricorda molto da vicino la più volte minac­ciata eli­mi­na­zione del canale Audi­to­rium della (ex) filo­dif­fu­sione, ascol­ta­bile pur­troppo in poche città ita­liane via radio, e su tutto il ter­ri­to­rio rag­giunto dall’Adsl via inter­net. Che rabbia.

AGGIORNAMENTO DEL 20 NOVEMBRE 2008

Qual­cosa si muove. Dopo le pro­te­ste via inter­net arri­vate da tutto il mondo, il mini­stro della cul­tura olan­dese ha dichia­rato che farà pres­sione sul Neder­landse Publieke Omroep (NPO) per­ché i con­tri­buti a Con­cer­tzen­der non ven­gano sospesi. Qui la pagina in cui l’emittente annun­cia la novità.

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