Stravinsky e il giornalismo partecipativo

2 gennaio 2009

Questo bre­vis­simo spez­zone di film muto è stato girato nel dicem­bre 1928 negli studi della Colum­bia al Théâ­tre des Champs-Elysées, a Parigi, e mostra Igor Stra­vin­sky men­tre regi­stra L’uccello di fuoco con l’Orchestre des Con­certs Stra­ram. È la prima delle tre regi­stra­zioni che Stra­vin­sky fece del bal­letto, com­po­sto diciotto anni prima; ha 46 anni, ed è nel pieno del suo “periodo neo­clas­sico” (è l’anno dell’Apol­lon musa­gète). Il fil­mato è molto inte­res­sante, per­ché mostra uno Stra­vin­sky diret­tore ben più vigo­roso di quello, più noto, delle regi­stra­zioni ame­ri­cane. La fonte che mi ha per­messo di tro­vare que­sto fil­mato è un’interessantissima serie di 3 arti­coli di Scott Fogle­song dedi­cata all’attività di Stra­vin­sky come diret­tore, e in par­ti­co­lare alle sue regi­stra­zioni disco­gra­fi­che (i tre pezzi trat­tano rispet­ti­va­mente: dagli inizi al 1938, le regi­stra­zioni mono degli anni 1950–60 e le regi­stra­zioni Colum­bia dei tardi anni ’50 e ’60).

Ma accanto all’interesse intrin­seco del fil­mato e degli arti­coli, ben scritti e docu­men­tati, c’è un altro aspetto che mi preme sot­to­li­neare. Scott Fogle­song scrive per il sito examiner.com, che rap­pre­senta un espe­ri­mento molto inte­res­sante per quanto attiene all’informazione del futuro. Nato come ver­sione web dell’Examiner, una rete di gior­nali locali gra­tuiti di pro­prietà del ric­chis­simo Phi­lip Anschutz, il sito è diven­tato un espe­ri­mento di “gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo” (citi­zen jour­na­lism); la sto­ria di examiner.com la si può leg­gere rias­sunta in que­sto arti­colo. Fogle­song, docente al con­ser­va­to­rio di San Fran­ci­sco e a Ber­ke­ley, fa parte delle cen­ti­naia di “exa­mi­ners” scelti dal sito (su auto­can­di­da­tura) dap­prima per rac­con­tare la realtà locale e super­lo­cale (si arriva fino ai pro­blemi di quar­tiere), poi con uno sguardo sem­pre più diretto all’informazione gene­rale, senza tra­scu­rare quella cul­tu­rale. Oggi il sito ha 1,2 milioni di con­tatti al mese, e con­ti­nua a cre­scere; i con­te­nuti pos­sono sem­brare orga­niz­zati un po’ cao­ti­ca­mente, ma si sa che gli utenti di inter­net sono velo­cis­simi a crearsi delle rou­tine. Quello che viene spesso pre­sen­tato come un remoto futuro, sem­bra dun­que essere già fra di noi, e la citata voce di wiki­pe­dia pre­senta un qua­dro abba­stanza impres­sio­nante. Lunga vita alla glo­riosa infor­ma­zione dei grandi media, ma sarebbe bene che comin­cias­sero ad attrezzarsi…

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