<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: L’Indice di Ross – Lost in Translation</title>
	<atom:link href="http://www.fierrabras.com/2009/10/03/alex-ross-indici/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fierrabras.com/2009/10/03/alex-ross-indici/</link>
	<description>by Sergio Bestente</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Jun 2010 11:45:37 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
	<item>
		<title>Di: HC</title>
		<link>http://www.fierrabras.com/2009/10/03/alex-ross-indici/comment-page-1/#comment-297</link>
		<dc:creator>HC</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 10:27:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fierrabras.com/?p=930#comment-297</guid>
		<description>Leggere le sue risposte è sempre interessante e costruttivo: scopro ogni volta cose che prima non sapevo (tipo la modifica del contratto). Perciò, grazie!
Eh sì, GB non è fatto per il bibliofilo, è vero. 
Ma il bibliovoro (mi rendo conto che il neologismo non sia granché) vorrebbe che GB, la vertigine della conoscenza di tutti (o quasi) i libri che ci sono in giro nel mondo, gli restituisse anche il goloso frusciare, il sensuale crepitìo della pagina, e poi... basta, saremmo nel migliore dei web possibili!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere le sue risposte è sempre interessante e costruttivo: scopro ogni volta cose che prima non sapevo (tipo la modifica del contratto). Perciò, grazie!<br />
Eh sì, GB non è fatto per il bibliofilo, è vero.<br />
Ma il bibliovoro (mi rendo conto che il neologismo non sia granché) vorrebbe che GB, la vertigine della conoscenza di tutti (o quasi) i libri che ci sono in giro nel mondo, gli restituisse anche il goloso frusciare, il sensuale crepitìo della pagina, e poi… basta, saremmo nel migliore dei web possibili!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sergio Bestente</title>
		<link>http://www.fierrabras.com/2009/10/03/alex-ross-indici/comment-page-1/#comment-296</link>
		<dc:creator>Sergio Bestente</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:16:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fierrabras.com/?p=930#comment-296</guid>
		<description>Gentile HC, non riesco a seguire benissimo il ragionamento, ma provo a rispondere , anche se siamo completamente fuori tema. GB è una possibilità in più offerta al marketing editoriale; se l&#039;editore si accorge che peggiora le sue vendite in libreria, è liberissimo di modificare il contratto e di inibire l&#039;indicizzazione dei suoi libri. Per quanto riguarda il rapporto tra il bibliofilo e GB, quello che posso dire è che GB non ha come target i bibliofili; non credo che i servizi online uccideranno le librerie o la lettura; sono canali in più. Un saluto, S.B.
PS: Mi scusi per la risposta mancata sulla copertina del libro di Ross, ma è arrivata in un periodo di lavoro molto intenso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile HC, non riesco a seguire benissimo il ragionamento, ma provo a rispondere , anche se siamo completamente fuori tema. GB è una possibilità in più offerta al marketing editoriale; se l’editore si accorge che peggiora le sue vendite in libreria, è liberissimo di modificare il contratto e di inibire l’indicizzazione dei suoi libri. Per quanto riguarda il rapporto tra il bibliofilo e GB, quello che posso dire è che GB non ha come target i bibliofili; non credo che i servizi online uccideranno le librerie o la lettura; sono canali in più. Un saluto, S.B.<br />
PS: Mi scusi per la risposta mancata sulla copertina del libro di Ross, ma è arrivata in un periodo di lavoro molto intenso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: HC</title>
		<link>http://www.fierrabras.com/2009/10/03/alex-ross-indici/comment-page-1/#comment-295</link>
		<dc:creator>HC</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:54:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fierrabras.com/?p=930#comment-295</guid>
		<description>Ci ho pensato, e certo Lei ha ragione. 
Ci sono (c&#039;erano?) le buone care biblioteche che facevano un tempo la funzione che ora è svolta da Google Books. 
Però mi permetta di dissentire su un paio di punti: il primo è che non avendo in mano un libro (come invece avveniva in biblioteca) difficilmente deciderò di comprarlo attraverso quel sistema [sarebbe interessante infatti capire quanto GB aiuti anche a vendere i libri direttamente], a meno che non lo usi a scopo esplorativo (non conoscevo per niente il testo, ora ne valuto così i contenuti e lo compro). Ma - inciso - io spesso compro un libro non per cosa c&#039;è dentro, ma perché mi piace com&#039;è fatto, che odore ha, il font, la fattura; questo GB non riesce a farmelo capire, dunque un bibliofilo non compra libri (fossero anche PB) con questo sistema.
Seconda cosa. Leggo letteratura specialistica o saggistica in qualsiasi lingua, ma dall&#039;altro capo del mondo, nelle biblioteche del mio paese quel libro non c&#039;è (succede con la maggior parte dei testi che mi servono per ricerche approfondite); che fare? Se c&#039;è GB sfrutto buona parte del libro sul web e evito di comprarlo. Ci sono case editrici che rendono disponibile oltre il 70% del libro, e quindi in quel caso evitano (fare arrivare il libro dall&#039;estero, esose spese di spedizione) l&#039;acquisto, e mi accontento.
Nella mia esperienza la maggior parte dei libri che compro negli USA o in UK non li trovo su GB. Ma se vivessi in Canada, per esempio, finirei per DOVER comprare SOLTANTO libri Einaudi o Bollati Boringhieri, di cui on line trovo ben poco (se non niente). 
Saluti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci ho pensato, e certo Lei ha ragione.<br />
Ci sono (c’erano?) le buone care biblioteche che facevano un tempo la funzione che ora è svolta da Google Books.<br />
Però mi permetta di dissentire su un paio di punti: il primo è che non avendo in mano un libro (come invece avveniva in biblioteca) difficilmente deciderò di comprarlo attraverso quel sistema [sarebbe interessante infatti capire quanto GB aiuti anche a vendere i libri direttamente], a meno che non lo usi a scopo esplorativo (non conoscevo per niente il testo, ora ne valuto così i contenuti e lo compro). Ma — inciso — io spesso compro un libro non per cosa c’è dentro, ma perché mi piace com’è fatto, che odore ha, il font, la fattura; questo GB non riesce a farmelo capire, dunque un bibliofilo non compra libri (fossero anche PB) con questo sistema.<br />
Seconda cosa. Leggo letteratura specialistica o saggistica in qualsiasi lingua, ma dall’altro capo del mondo, nelle biblioteche del mio paese quel libro non c’è (succede con la maggior parte dei testi che mi servono per ricerche approfondite); che fare? Se c’è GB sfrutto buona parte del libro sul web e evito di comprarlo. Ci sono case editrici che rendono disponibile oltre il 70% del libro, e quindi in quel caso evitano (fare arrivare il libro dall’estero, esose spese di spedizione) l’acquisto, e mi accontento.<br />
Nella mia esperienza la maggior parte dei libri che compro negli USA o in UK non li trovo su GB. Ma se vivessi in Canada, per esempio, finirei per DOVER comprare SOLTANTO libri Einaudi o Bollati Boringhieri, di cui on line trovo ben poco (se non niente).<br />
Saluti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: HC</title>
		<link>http://www.fierrabras.com/2009/10/03/alex-ross-indici/comment-page-1/#comment-283</link>
		<dc:creator>HC</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 15:53:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fierrabras.com/?p=930#comment-283</guid>
		<description>Che ne dice di questa copertina? 
http://www.rhinegold.co.uk/magazines/classical_music/news/classical_music_news_story.asp?id=323</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che ne dice di questa copertina?<br />
<a href="http://www.rhinegold.co.uk/magazines/classical_music/news/classical_music_news_story.asp?id=323" rel="nofollow">http://www.rhinegold.co.uk/magazines/classical_music/news/classical_music_news_story.asp?id=323</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sergio Bestente</title>
		<link>http://www.fierrabras.com/2009/10/03/alex-ross-indici/comment-page-1/#comment-278</link>
		<dc:creator>Sergio Bestente</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 17:20:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fierrabras.com/?p=930#comment-278</guid>
		<description>Gentile HC, grazie per le parole gentili. Per quanto riguarda la questione di Books, Google ha stretto accordi con molti editori, chiedendo quale percentuale di ogni volume essi volevano che fosse liberamente consultabile. Trovo Google Books uno strumento molto utile, e onestamente non mi è chiaro in quale maniera esso danneggi gli editori o, addirittura, i lettori. Dei libri coperti da copyright sono leggibili su schermo (ma non copiabili né stampabili) delle ristrette porzioni, generalmente non oltre il 30%. La scansione tuttavia avviene su tutto il volume, per cui l&#039;intero libro è inserito nei motori di ricerca: se ci fa caso, molto spesso la frase si trova nel motore di ricerca, ma quando si arriva al libro la pagina non è visualizzabile. Il lettore vi troverà materiale utile alle proprie ricerche se è fortunato (se la riga che vuole vedere è fra quelle visualizzabili; per molti editori la percentuale è bassissima, per altri è zero) e se è interessato a un particolare passaggio o pagina. Ma un lettore di questo tipo difficilmente comprava l&#039;intero libro: normalmente lo andava a consultare in una qualunque biblioteca. Il lettore interessato all&#039;intero libro, invece, non sarà mai soddisfatto dalla parziale e scomodissima lettura. 
Google ha ricevuto moltissime critiche negli Stati Uniti da parte degli autori ed editori per tutt&#039;altra questione, effettivamente delicata. L&#039;idea iniziale di Google era infatti quella di rendere disponibili in rete tutti i libri caduti in pubblico dominio, cosa che avrebbe dato al suo motore di ricerca un potere incredibile. E immagini cosa potrebbe succedere nel momento in cui Google decidesse di stampare &#039;on demand&#039;. In ogni modo è tutta materia magmatica e incandescente, per cui onestamente al momento non ci trovo nulla di &#039;lapalissiano&#039;.
Le polemiche da parte degli editori, invece, in Italia si sono concentrate su Google News. Ma è tutto un altro paio di maniche.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile HC, grazie per le parole gentili. Per quanto riguarda la questione di Books, Google ha stretto accordi con molti editori, chiedendo quale percentuale di ogni volume essi volevano che fosse liberamente consultabile. Trovo Google Books uno strumento molto utile, e onestamente non mi è chiaro in quale maniera esso danneggi gli editori o, addirittura, i lettori. Dei libri coperti da copyright sono leggibili su schermo (ma non copiabili né stampabili) delle ristrette porzioni, generalmente non oltre il 30%. La scansione tuttavia avviene su tutto il volume, per cui l’intero libro è inserito nei motori di ricerca: se ci fa caso, molto spesso la frase si trova nel motore di ricerca, ma quando si arriva al libro la pagina non è visualizzabile. Il lettore vi troverà materiale utile alle proprie ricerche se è fortunato (se la riga che vuole vedere è fra quelle visualizzabili; per molti editori la percentuale è bassissima, per altri è zero) e se è interessato a un particolare passaggio o pagina. Ma un lettore di questo tipo difficilmente comprava l’intero libro: normalmente lo andava a consultare in una qualunque biblioteca. Il lettore interessato all’intero libro, invece, non sarà mai soddisfatto dalla parziale e scomodissima lettura.<br />
Google ha ricevuto moltissime critiche negli Stati Uniti da parte degli autori ed editori per tutt’altra questione, effettivamente delicata. L’idea iniziale di Google era infatti quella di rendere disponibili in rete tutti i libri caduti in pubblico dominio, cosa che avrebbe dato al suo motore di ricerca un potere incredibile. E immagini cosa potrebbe succedere nel momento in cui Google decidesse di stampare ‘on demand’. In ogni modo è tutta materia magmatica e incandescente, per cui onestamente al momento non ci trovo nulla di ‘lapalissiano’.<br />
Le polemiche da parte degli editori, invece, in Italia si sono concentrate su Google News. Ma è tutto un altro paio di maniche.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: HC</title>
		<link>http://www.fierrabras.com/2009/10/03/alex-ross-indici/comment-page-1/#comment-277</link>
		<dc:creator>HC</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 13:03:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fierrabras.com/?p=930#comment-277</guid>
		<description>Questa volta non ho niente da dire in merito al post (perché devo ancora leggerlo, e vedo che lei ha ripreso a scrivere alla grande, e io apprezzo il suo blog e voglio leggere con calma i suoi interventi), tuttavia, trattandosi di libri, la domanda non sembra troppo a sproposito. 
Mi sono chiesto, e me lo chiedo tuttora, quale sia la ratio di Google nel digitalizzare i libri tuttora in commercio di diversi editori (anche italiani). Perché consultando &quot;books&quot; è chiaro che la politica di digitalizzazione sia diversa da editore a editore: la domanda è dunque allora chi decida la faccenda. 
Gli editori possono bloccare la digitalizzazione da parte di Google o no? ci sono di volta in volta accordi specifici?
Se la logica che sottostà a &quot;books&quot; è sensata negli USA pare non esserlo in Italia, dove - strano che i diretti interessati non se ne avvedano - il modo di agire di Google danneggia in modo talmente lapalissiano gli acquisti, da finire per ledere gli interessi dell&#039;editore (ma dell&#039;autore soprattutto) e infine dei lettori, ai quali servita la pappetta pronta non moriranno certo dalla voglia di staccare gli occhi dal pc per andare a comprarsi un libro &quot;vero&quot; di carta, fuori, in libreria!
Attendo lumi, FB (Fierrabras)!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta non ho niente da dire in merito al post (perché devo ancora leggerlo, e vedo che lei ha ripreso a scrivere alla grande, e io apprezzo il suo blog e voglio leggere con calma i suoi interventi), tuttavia, trattandosi di libri, la domanda non sembra troppo a sproposito.<br />
Mi sono chiesto, e me lo chiedo tuttora, quale sia la ratio di Google nel digitalizzare i libri tuttora in commercio di diversi editori (anche italiani). Perché consultando “books” è chiaro che la politica di digitalizzazione sia diversa da editore a editore: la domanda è dunque allora chi decida la faccenda.<br />
Gli editori possono bloccare la digitalizzazione da parte di Google o no? ci sono di volta in volta accordi specifici?<br />
Se la logica che sottostà a “books” è sensata negli USA pare non esserlo in Italia, dove — strano che i diretti interessati non se ne avvedano — il modo di agire di Google danneggia in modo talmente lapalissiano gli acquisti, da finire per ledere gli interessi dell’editore (ma dell’autore soprattutto) e infine dei lettori, ai quali servita la pappetta pronta non moriranno certo dalla voglia di staccare gli occhi dal pc per andare a comprarsi un libro “vero” di carta, fuori, in libreria!<br />
Attendo lumi, FB (Fierrabras)!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
