È Val di Susa, non Valle Giulia!

5 luglio 2011 § 5 commenti

C’era da scommetterlo. Ogni volta che c’è uno scontro con la Polizia, ogni volta che dall’altra parte rispetto alle forze dell’ordine si trova qualcosa che parla quel linguaggio rivoluzionario che la sinistra ha deciso di abbandonare – a costo di trasformarsi in un ossimoro vivente – qualche cretino tira fuori Pasolini. Sfogli il giornale, sai che si parla di scontri tra i nefasti ‘black bloc’ e la Polizia, e cominci a pensare: speriamo di no, speriamo che non ci sia il solito miserabile del PD che dice “io sto con Pasolini” – forse ritenendo che Pasolini, espulso dal Pci e perseguitato per il suo radicalismo, sarebbe stato con lui! E naturalmente succede, non c’è niente da fare.

L’in-“utile idiota” questa volta si chiama Dario Ginefra, e dice “Cari ragazzi, rileggete le pagine corsare che Pasolini dedicò ai giovani del Pci”; e subito Matteo Renzi, uno che non si fa mancare mai nulla, nel suo panegirico dei poveri poliziotti pagati 1200 euro cita PPP, perché così le sue misere parole sembrano subito di sinistra; e naturalmente nel suo fine ragionamento accomuna tutti, estremisti a antitav, con una lungimiranza degna di Maroni. (Purtroppo una foto di Renzi accompagna la dichiarazione; una foto che lo fa rientrare di diritto nella categoria dei TTT – i Tell Tale Tie, quelli la cui cravatta racconta più di un’autobiografia: seta lucidissima bordeaux, enorme, annodata come i buttafuori delle discoteche e i mafiosi di Coppola. Racconta le aspirazioni, le frustrazioni e soprattutto la cultura estetica. Uno che per fare una foto di posa si annoda quella cravatta e prende in mano con aria efficiente la cornetta del telefono, della poesia di Pasolini se ne impipa allegramente.)

Io proprio non lo so che cosa Pasolini penserebbe dei black bloc. Ma se mi domando a quale sua pagina io possa chiedere aiuto per capire i fatti della Val di Susa, non mi viene certo in mente la bella poesia dedicata agli scontri di Valle Giulia, perché leggere la protesta della Val di Susa come una manifestazione di lotta di classe, come sembra fare Ginefra, è veramente ridicolo e pretestuoso; penso invece alle pagine, e soprattutto al progetto, di Petrolio, al rapporto tra individuo e potere che descrive, all’intreccio fra interesse economico e degenerazione dell’etica pubblica che disegna. Perché non mi sembra che dall’altra parte, rispetto alla polizia di Stato, ci siano i figli di papà che inneggiano alla rivoluzione comunista. Dall’altra parte, dietro alla cortina di fumo che l’idiozia degli estremisti solleva, c’è forse un movimento antimoderno che è più moderno di ogni moderno, che difende ciò che oggi per l’establishment è indifendibile per definizione, se non talvolta sotto le bandiere tristi e volgari del leghismo. Qualcosa che, se stenta a trovare un simbolo credibile sotto il quale lottare, dovrebbe comunque essere ascoltato con profonda attenzione e rispetto da chi dichiara valori progressisti, al di là di ogni semplificazione e colpevole omissione giornalistica; da chi, soprattutto, non finga di dimenticare quali siano gli interessi in gioco.

Del resto, credo che i poliziotti sappiano meglio di me che non devono aspettarsi da Renzi e Ginefra una lotta per l’aumento del loro stipendio. Quello che mi chiedo è che cosa dobbiamo aspettarci noi cittadini da una sinistra come questa, e che cosa possiamo fare per cambiarla.

NOTA DEL 6-7-2011: nella sezione Commenti si possono leggere le repliche dell’On. Ginefra (PD, Commissione Trasporti) al post di Fierrbras, e le successive risposte.

Tagged , ,

§ 5 commenti al post “È Val di Susa, non Valle Giulia!

  • Dario scrive:

    Leggo il tuo post. Trovo che già dalle prime parole si possa facilmente capire il rispetto che hai per chi la pensa diversamente da te e quindi non ho dubbi che tu possa considerre una sassaiola un atto rivoluzionario. Ho profondo rispetto per coloro che hanno protestato in modo pacifico domenica, anche se tiengo che le nostre valli siano iperinquinate più dai mezzi su gomma che dai lavori per il “ferro”. Considero la TAV un’opera importante così come mi batto, insieme a Nichi Vendola, per l’alta capacità Bari-Napoli. Non mi convincerai, invece, del fatto che possa essere giustificata quella forma di violenza che si è scatenata contro forze dell’ordine chiamate a presidiare il cantiere dagli “assalti frontali”. In uno stato di diritto quell’azione non è un atto di disobbedienza civile ma un reato punito dalla legge sia se ci si trovi al cospetto di fascistelli vari, sia che a rendersene protagonisti siano irriducibili disobbedienti.
    E’ la mia opinione. Non ti chiedo di condividerla, se possibile di rispettarla. Aggiungo da meridionale che purtroppo conosco tantii “poveri cristi“che in assenza di lavoro fanno a gara per entrare nell’esercito o nelle forze dell’ordine. Sinceramente pensare che delle persone che anche tu contribuisci a pagare perchè facciano il loro dovere siano, in Val di Susa piuttosto che allo Stadio di San Siro, lì ferme a prendersi pietre, bastoni o bottiglie di ammoniaca addosso per la soddisfazione di qualche viziato “eroe” che va a compiere devastazioni, mortificando tutte quelle famigie che erano andate a sfilare con le borse piene di panini e non di corpi contundenti, mi fa ridere.
    Buon blog
    “l’inutile idiota” in arte Dario Ginefra

    • Sergio Bestente scrive:

      Mai scritto né pensato che la sassaiola contro la polizia fosse un atto rivoluzionario. Sul fatto che chi si porta dietro l’ammoniaca per fare del male a un poliziotto sia un criminale da disarmare e possibilmente arrestare al più presto non ci piove: lo pensiamo tutti. Bene, andiamo avanti e non facciamo demagogia.
      Quando scrivevo “dall’altra parte rispetto alle forze dell’ordine si trova qual­cosa che parla quel lin­guag­gio rivo­lu­zio­na­rio che la sini­stra ha deciso di abban­do­nare” naturalmente non mi riferivo a quei criminali, ma alle migliaia di persone, di tutte le età e di tutte le classi sociali, che hanno manifestato con pacifica fermezza, “die­tro alla cor­tina di fumo che l’idiozia degli estre­mi­sti sol­leva” (cito letteralmente). Lei pensa forse che Maroni abbia militarizzato la Val di Susa per i black bloc? Se così fosse sarei costretto a dubitare della sua buona fede. Ma del resto tutto questo è un film già visto. Tutti ricordiamo il G8 di Genova, i mille distinguo dei politici (anche di sinistra, purtroppo) e dei giornalisti, le mille sottigliezze dialettiche che hanno coperto l’incapacità di ascoltare un grande movimento, e che hanno poi condotto all’incerta condanna di un momento tra i più neri, tra i più gravi della nostra storia democratica.
      Per quanto riguarda l’alta velocità (o l’alta capacità), rimando a chi ne ha parlato e scritto con tutta la competenza che i giornali che si precipitano a riportare la Sua sparata sulla lotta di classe in Val di Susa non hanno mai voluto condividere; le “nostre valli”, come dice lei, sono sì inquinate dal trasporto su gomma, ma lo saranno molto ma molto di più nei prossimi dieci anni, quando migliaia di camion da cava dovranno fare oltre 2.000.000 di viaggi, uno ogni 5 minuti 24h su 24, per smaltire 16 milioni di metri cubi di materiale estratto. Sull’utilità reale di questa “opera importante”, come Lei la definisce, hanno manifestato importanti dubbi persone qualificatissime, e del resto la discussione di qualità è completamente scomparsa per far posto alla dialettica demagogica. Io il suo pensiero lo rispetto, al di là di un po’ di colore, ma ripeto che tirar fuori la lotta di classe (dandogli pure una spruzzata di retorica meridionalista) per parlare dei fatti della Val di Susa, e farlo oltre tutto sedendo in parlamento con tutto quello che comporta in termini di privilegi difesi oltre ogni logica e decenza, è molto meno rispettoso. Aspettiamo tutti il suo disegno di legge per il miglioramento economico della Polizia e la rinuncia a qualche prerogativa, e poi ci ricrederemo.
      Grazie in ogni caso di aver avuto la voglia e la pazienza di scrivere a Fierrabras.

  • Dario scrive:

    Paragonare gli attacchi di domenica in Val di Susa al G8 di Genova non credo sia corretto anche perchè le modalità con le quali hanno agito le forze dell’ordine sono profondamente diverse. Per quanto attiene a tutto il resto io non demonizzo la scelta di chi ha manifestato pacificamente e il mio riferimento era chiaramente rivolto ai facinorosi per chiarezza ti posto la mia agenzia: “A coloro che stanno soffiando sul fuoco in Val di Susa da irresponsabili — a partire da Beppe Grillo — mortificando persino le argomentazioni di coloro i quali dissentono civilmente sulla realizzazione di un’opera che noi consideriamo così importante per il Paese, verrebbe da ricordare la ‘pagina corsara’ che Pasolini dedicò ai giovani del P.C.I.”. Così il componente democratico della Commissione Trasporti della Camera dei deputati, l’on. Dario Ginefra, che ha aggiunto: “Pasolini ricordava che ‘i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano’ e poi aggiungeva ‘I ragazzi poliziotti che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione risorgimentale) di figli di papà, avete bastonato, appartengono all’altra classe sociale’. Ora come allora” — conclude Ginefra — “piena solidarietà alle Forze dell’Ordine”.

  • Dario scrive:

    P.S. Non mi risulta che l’on. Caruso abbia rinunciato alle sue prerogative e ai c.d. privilegi. Faccio politica dall’età di 15 anni e ora ne ho 44. L’ho fatta sempre a titolo volontario. Consentimi di dirti che è un pò demagogico far riferimento allo status di Parlamentare per censurare ogni critica espressa. Cosa dovrei fare per poter parlare a pieno titolo? Rinunciare al o ruolo attuale? Quando si costruisce una grande infrastruttura si sa che durante gli anni di realizzazione dell’opera si determineranno o disagi ma sul lungo periodo le future generazioni ne trarranno giovamento. Chi fa politica è portato a ragionare sul lungo periodo e non sull’oggi. Altrimenti tutto sarebbe statico.
    Buona notte

    • Sergio Bestente scrive:

      Gentile On. Ginefra, non credo sia il caso di polemizzare con lei su tutto. Ripeto solo ciò che ho scritto in origine, e cioè che commentare ciò che sta accadendo in Val di Susa rispolverando inopinatamente la lotta di classe, e sfruttando oltre tutto capziosamente una bella pagina di letteratura polemica e di poesia, è demagogico. Ho aggiunto che la classe politica di oggi deve avere un senso del ridicolo scarso o nullo per parlare di lotta di classe; detto questo, non so come lei si comporti da parlamentare, come abbia votato nei pochi e incerti tentativi di ridurre l’assurdo costo della politica (vedo per esempio che si è astenuto al voto sulla soppressione delle province: avrà avuto i suoi motivi): chi crede nelle sue parole ha qualche strumento per controllare e spero che l’userà. Vorrei concludere che la solidarietà alle forze dell’ordine che fanno il proprio dovere è scontato, anche senza citare Pasolini (che pensava a tutt’altro). La solidarietà tuttavia non ci deve essere nei confronti di quelli (sicuramente pochi) fra le forze dell’ordine che abusano del proprio potere, che utilizzano armi non consentite, che compiono atti di gratuita violenza ed esibizionionismo. Da un parlamentare dell’opposizione io, e non solo io, glielo do per certo, mi aspetto non una corsa all’agenzia di stampa demagogica, ma un severo e costante controllo affinché il lavoro delle forze dell’ordine sia compiuto secondo la legge e non travalichi mai, e soprattutto una discussione critica decente nei confronti delle decisioni politiche che stanno alla base del lavoro sacrosanto delle forze di Polizia. Parlo dell’assurda militarizzazione della Valle, sicura promessa, come sa meglio di me, di futuri incidenti e definitiva pietra tombale sul progetto Tav. E con questo chiudo, ringraziandola (sul serio!) per la voglia di commentare qui, e augurandole buon lavoro (lo spero per tutti noi).

Rispondi a Dario Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dove sei?

Stai leggendo il post È Val di Susa, non Valle Giulia! su Fierrabras.

dati