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libriQuali sono stati i libri di argo­mento musi­cale più impor­tanti del 2007? I gior­nali di tutto il mondo non lasciano molti dubbi, e met­tono al primo posto, con una ras­se­gna stampa impo­nente, The Rest is Noise, di Alex Ross. Uscito lo scorso otto­bre negli Stati Uniti per Far­rar, Straus and Giroux, il libro, che riporta il sot­to­ti­tolo Liste­ning to the Twen­tieth Cen­tury, è una bel­lis­sima sto­ria della musica del Nove­cento con­dotta con taglio nar­ra­tivo, piglio sicuro e grande capa­cità affa­bu­la­to­ria da un gio­vane cri­tico new­yor­kese, che negli ultimi dieci anni si è segna­lato come uno dei più sen­si­bili cro­ni­sti e inten­di­tori del rap­porto tra musica e lin­guaggi con­tem­po­ra­nei. Ross scrive sul New Yor­ker, una delle migliori rivi­ste dell’intelligentsija ame­ri­cana, ma è anche più cono­sciuto, al di là di ogni con­fine geo­gra­fico, per il suo influente blog che porta lo stesso titolo del libro. Lì ha comin­ciato, da ormai mol­tis­simi mesi, ad annun­ciare il suo volume; da lì ha dif­fuso le sue recen­sioni, segna­la­zioni e ana­lisi in tutto il mondo. Circa 600 pagine, sud­di­vise in tre parti per quin­dici capi­toli com­ples­sivi, su que­sto libro, che in ita­liano sarà pub­bli­cato da Bom­piani, tor­ne­remo pre­sto. Basti dire che, anche senza pre­stare acri­ti­ca­mente fede alle tante recen­sioni enco­mia­sti­che che ha rice­vuto, si carat­te­rizza fin dalla prima, rap­so­dica let­tura per la forza con cui tira le fila di un secolo di musica e lo immerge in una visione sto­rica fatta di equi­li­brate sicu­rezze.
Accanto al libro di Ross, fra i più segna­lati da tutti i gior­nali c’è il nuovo stu­dio di Oli­ver Sacks, dedi­cato al rap­porto tra musica e cer­vello umano: Musi­co­phi­lia: Tales of Music and the Brain, pub­bli­cato da Knopf, imprint del gigante Ran­dom Hause. Un altro bel­lis­simo libro, di argo­mento molto vicino, è quello di Daniel Livi­tin: This is Your Brain in Music: Under­stan­ding a Human Obses­sion, pub­bli­cato da Atlan­tic. Que­sti ultimi due testi sem­bre­reb­bero far pen­sare a un ritorno di inte­resse su un tema da molti anni tra­scu­rato dalla musi­co­lo­gia, e cioè quello della fisio­lo­gia e della neu­ro­lo­gia dell’ascolto. Ma il fatto che ven­gano pub­bli­cati da edi­tori non spe­cia­liz­zati in musica, e siano stati recen­siti da gior­nali gene­ral­mente disat­tenti alla mate­ria dispone ad altre rifles­sioni.
Si tratta dav­vero dei tre libri più impor­tanti dell’anno? Molto pro­ba­bil­mente no, se li si ana­lizza da un punto di vista stret­ta­mente musi­co­lo­gico. Ma ciò che più preme far notare è che si tratta di tre libri che hanno la forza di ripor­tare la musica al cen­tro del dibat­tito sto­rico e scien­ti­fico, facen­dola uscire dalla nic­chia dei musi­co­fili e dei musi­co­logi. E non è poco, se si pensa agli effetti che que­sto spesso superbo iso­la­mento sta cau­sando alla più ardua e neces­sa­ria tra le espres­sioni della crea­ti­vità umana. Tor­ne­remo al più pre­sto su ognuno di essi.

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