McEwan

«Eppure è pro­prio alla curio­sità, a quella scien­ti­fica in par­ti­co­lare, che dob­biamo una cono­scenza genuina e veri­fi­ca­bile del mondo, e la par­ziale com­pren­sione del nostro ruolo in esso, come della nostra natura e con­di­zione. Tale cono­scenza pos­siede una bel­lezza tutta spe­ciale, e può risul­tare tre­menda. Stiamo appena comin­ciando ad affer­rare le con­se­guenze di quanto abbiamo effet­ti­va­mente impa­rato in tempi rela­ti­va­mente recenti. E che cosa abbiamo impa­rato? Mi avvalgo qui di un sag­gio di Ste­phen Pin­ker sul suo ideale di uni­ver­sa­lità: abbiamo impa­rato, tra le altre cose, che il nostro pia­neta è un pun­to­lino minu­scolo in un cosmo di incon­ce­pi­bile vastità; che la nostra spe­cie esi­ste sulla terra da una irri­so­ria fra­zione di tempo sto­rico; che gli esseri umani sono dei pri­mati; che il pen­siero è frutto dell’attività di un organo fun­zio­nante sulla base di pro­cessi fisio­lo­gici; che esi­stono metodi di accer­ta­mento della verità che pos­sono con­durci, tal­volta anche in modo radi­cale, a con­clu­sioni in con­tra­sto con le leggi del buon senso, in rela­zione agli uni­versi del molto grande e del molto pic­colo; che cre­denze anche molto pre­ziose e dif­fuse, se sot­to­po­ste al vaglio della pra­tica empi­rica, risul­tano spesso impie­to­sa­mente false; che non è pos­si­bile pro­durre ener­gia né sfrut­tarla senza regi­strare una perdita.»

Que­sto è l’insolito Ian McEwan con­fe­ren­ziere laico (o per meglio dire ateo) in Blues della fine del mondo (Einaudi, 2008). Un bre­vis­simo (forse anche troppo: 44 pagine di testo a 9 euro) pamphlet con­tro lo sfrut­ta­mento degli argo­menti esca­to­lo­gici da parte delle reli­gioni, deri­vante da una con­fe­renza tenuta all’Università di Stan­ford (poi inse­rita nel libro The Por­ta­ble Atheist: Essen­tial Rea­dings for the Non-Believer a cura di Chri­sto­pher Hitchens). E a pagina 41 arriva que­sto elo­gio della curio­sità, abor­rita dall’oscurantismo e via di sal­vezza per l’uomo che non si arrende all’ignoranza.

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