Purcell

cathy3Venti­cin­que anni fa, il 6 marzo 1983, scom­pa­riva Cathy Ber­be­rian. Figlia di geni­tori Armeni immi­grati negli Stati Uniti, allieva di Gior­gina del Vigo al Con­ser­va­to­rio di Milano (dopo gli studi ame­ri­cani), moglie di Luciano Berio dal 1950 al 1966, mez­zo­so­prano sen­si­bile e intel­li­gen­tis­simo, Cathe­rine Ana­hid Ber­be­rian è stata uno dei grandi pro­ta­go­ni­sti della musica degli anni Ses­santa e Set­tanta. Ascol­tare oggi le sue tante (ma non tan­tis­sime) regi­stra­zioni mette di fronte a un misto di emo­zioni. Da un lato l’estrema dut­ti­lità della voce, un desi­de­rio di ricerca e spe­ri­men­ta­zione tutt’altro che comune nelle sue col­le­ghe di allora come in quelle di oggi, la curio­sità onni­vora nei con­fronti di tutte le musi­che, la grande sen­si­bi­lità alla parola e al suono, una straor­di­na­ria musi­ca­lità; dall’altro quanto di indu­bi­ta­bil­mente datato si por­tano die­tro i pro­ta­go­ni­sti di un’epoca. Le sue inter­pre­ta­zioni mon­te­ver­diane, per esem­pio, anche quando accom­pa­gnate dal Con­cen­tus Musi­cus di Niko­laus Har­non­court; il modo stesso di avvi­ci­nare la musica del pas­sato, colta e insieme “pre­fi­lo­lo­gica”. Il miglior modo per cono­scerne le qua­lità e il carat­tere, oggi, è forse guar­darsi la quinta pun­tata lo splen­dido docu­men­ta­rio tele­vi­sivo di Luciano Berio inti­to­lato C’è musica & musica, del 1972, che ogni mezzo secolo la Rai manda in onda in piena notte. Il titolo della tra­smis­sione era “Mille e una voce”, incen­trata pro­prio sulla Ber­be­rian, e un sant’uomo nick-chiamato Cloppj l’ha divisa in cin­que fram­menti e cari­cata su You­tube; ecco il primo, e per vedere gli altri basta andare alla pagina di Cloppj e fare una ricerca con la parola “Ber­be­rian”.
Oltre alla Ber­be­rian e a un bar­buto Berio, si potranno vedere un gio­va­nis­simo Bus­sotti, Dona­toni, Bou­lez e tutta la com­bric­cola di chi segnato (se non mar­chiato) la musica euro­pea di que­gli anni: splen­dori e mise­rie. Durante il pro­gramma si ascolta di tutto, dai Bea­tles (la sua famosa ver­sione di Tic­ket to ride) a Pur­cell a Mon­te­verdi al reper­to­rio roman­tico (fra l’altro una diver­tente, bel­lis­sima “Près de rem­part de Séville”) e, natu­ral­mente, agli ama­tis­simi con­tem­po­ra­nei. Rimane dopo la visione una sen­sa­zione di una donna e musi­ci­sta gran­dis­sima e fra­gile insieme. In ogni caso da stu­diare e risco­prire con affetto.

cathy2[Il 27 novem­bre del 1978, un con­certo di madri­gali al Pic­colo Regio di Torino. Avevo undici anni…]

AGGIORNAMENTO [23/7/2008]: Tutti i video postati su You­Tube dall’utente Cloppj sono stati rimossi su sol­le­ci­ta­zione della “Chet Baker Foun­da­tion”. Era pre­ve­di­bile che prima o poi acca­desse, ma è vera­mente un pec­cato; strano che non si accor­gano di quanto si fanno male da soli, i pos­ses­sori di copy­right, con que­sto tipo di poli­tica. PS. Cloppj sta rico­min­ciando, con un filo di pru­denza in più, a inviare video con il nic­k­name di Clopjj

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