Ancora su Buscaroli e Tuttolibri

15 febbraio 2010 § 7 commenti

Sabato scorso Tuttolibri, l’inserto librario della Stampa, apriva con una replica di Ferdinando Camon alle critiche piovute sul giornale torinese dopo l’infelice intervista a Buscaroli del 6 febbraio. Fra i siti più battaglieri, segnalo Nazione Indiana, su cui il dibattito è diventato acceso e interessante. La replica di Camon consiste di poche righe che possono essere lette anche sul suo sito.

Non scriverò di nuovo al giornale, per evitare di ricevere risposte come quella, non firmata e un po’ sommaria, inviata dalla redazione di Tuttolibri (inserita fra i commenti del precedente post); e per non alimentare una polemica tutto sommato abbastanza marginale. Mi limito tuttavia a qualche appunto.

Ciò che la replica di Camon e quella privata ricevuta dalla redazione hanno in comune è il fatto di citare Primo Levi, così come si faceva nell’intervista; non conosco i rapporti di Quaranta con Levi, lessi molti anni fa il libro/intervista di Camon allo scrittore. Mi dispiace che un autore complesso e profondissimo come lui venga ormai utilizzato come ‘patente’ antirazzista; lo si è fatto per anni con Pasolini e l’antifascismo: quando si voleva dire qualcosa veramente di destra, si aggiungeva una citazione di Pasolini e il messaggio diventava “dico una cosa di destra ma non sono di destra, e ho letto gli stessi libri della sinistra’.

La cosa triste è che il pezzo di Camon si impernia su un ragionamento palesemente viziato. L’intervista di Bruno Quaranta a Buscaroli viene da lui paragonata all’operazione che Armando Cossutta fece sul Mein Kampf di Hitler. “Era un libro tabù: nessuno lo stampava, nessuno poteva leggerlo” scrive Camon. E già qui ci sarebbe da obiettare. Mein Kampf era un libro tabù, ma regolarmente ristampato e venduto in migliaia di copie attraverso una fittissima rete di distribuzione; non c’era bancarella italiana su cui – dieci, venti o trent’anni fa – frugando tra i libri usati, non saltasse fuori un’edizione di quel pattume senza indicazione di tipografia o editore. Era venduto sottobanco anche da molte librerie, bastava conoscere. Ma era un circuito semiclandestino, senza alcuna garanzia editoriale; l’operazione di Cossutta fu dunque prima di tutto filologica e critica.

Ma Buscaroli non è Hitler. Non viene pubblicato da editori anonimi e venduto sottobanco come i testi pedopornografici. Scriveva su un quotidiano che si chiama ‘Il Giornale’, di proprietà dell’attuale Presidente del Consiglio. I suoi libri vengono pubblicati dal maggiore gruppo editoriale italiano (28,8% del mercato: quasi un libro su tre; ma addirittura il 37% dei periodici); gruppo che, caso unico al mondo, è proprietà dello stesso presidente del Consiglio e presieduto dalla di lui figlia Marina. Gruppo editoriale che spadroneggia regolarmente e senza pudore alcuno in tutti gli spazi dedicati ai libri dai mezzi di comunicazione italiani. Dov’è l’operazione filologica, dunque? Dov’è il dovere di capire e non dimenticare?

E allora, ancora una volta, da dove nasce questo ottundimento, questa assurda miopia della memoria italiana? Si cavilla sul passato e non si vede (o si finge di non vedere) lo stato del presente. Sono sedici anni che le stanze del potere sono piene di neofascisti, postfascisti e pararepubblichini; sedici anni in cui le conversazioni pubbliche e private hanno ricominciato a empirsi di odio razziale, di invettive sguaiate e impudiche contro tutte le più elementari conquiste di civiltà, strappate a fatica al zigzagare della storia – l’istruzione e la sanità per tutti, la libertà religiosa, il sistema delle pensioni, il diritto a un lavoro dignitoso, la libertà sessuale e via dicendo, fino a toccare tutti ma proprio tutti gli angoli della vita civile e politica. Sedici anni che il pauroso ululato di questi lupi si è spostato dalle foreste alle città, e mentre nel dibattito pubblico prendeva il posto della dialettica politica, il suo equivalente nel mondo delle arti e della letteratura veniva difeso con la scusa del ‘bello stile’. Quante volte gli orrendi pezzi giornalistici – spesso letteralmente incomprensibili – degli Isotta, dei Buscaroli, le intemerate dei Principe, le assurde, raffinate nostalgie dei Citati, sono state additate come esempi di bello stile? Avevamo bisogno di Buscaroli (‘maestro dell’invettiva’, viene definito dal suo editore) a pagina intera con foto a colori per conoscere questo nuovo abominio? Non ne avevamo abbastanza, forse, di sei canali televisivi, mazzi di giornali di proprietà o compiacenti, radio, manifesti, proclami?

E invece oggi Camon ci dice che bisogna ascoltare, dare loro tutto lo spazio rimasto, perché se no siamo come i nazisti. Forse allora converrebbe anche ricordare a questi paladini di una nuova, stramba filologia storica, che ci sono paesi come l’Austria – dunque non certo una civiltà giuridica totalitaria – in cui dire cose come quelle che Buscaroli dice può costare fino a dieci anni di carcere. Camon e Quaranta sicuramente ricordano meglio di me il caso di David Irving, e l’infinità di dibattiti che il suo processo suscitò.

Ma basta così, credo non valga la pena di dire altro. Se non, forse, che trovo veramente truce, truce, truce (per riprendere la ‘triplice’ retorica della risposta di Tuttolibri), che si continui a citare Primo Levi per ammantare di una qualche dignità politica una semplice, volgarissima, ormai consueta e onnipervasiva marchetta editoriale.

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§ 7 commenti al post “Ancora su Buscaroli e Tuttolibri

  • arillo scrive:

    Gentile dott. Bestente,
    non è certo del mio plauso che ha bisogno, ma Bravo! Chiunque abbia avuto a che fare con il Buscaroli “musicologo” (bastino i libri su Mozart o Beethoven) oppure “politico” (il Corriere della Sera da Lei citato o l’odio proclamato a Fini alla sua nomina a ministro degli Esteri) sa che le Sue parole non sono altro che una normale precisazione, frutto di un’intellettualità viva e memore, soprattutto. Le scrivo per ringraziarLa e della vivacità e della memoria.

  • Rosanna scrive:

    Sono Rosanna , la baby sitter degli amati gatti del Dott.Piero Buscaroli nella sua villa di campagna.
    Esprimo la mia gratitudine al signor Piero, sebbene non conoscendo il Buscaroli scrittore/politico, posso dare un giudizio al Buscaroli “uomo”.Piero Buscaroli è una persona molto corretta e ha una virtù che soprattutto al giorno d’oggi è rara: La sincerità e la generosità.Mi ha sempre trattata con rispetto senza mai far prevalere la sua grande cultura.
    Mi dispiace che al posto di Fini non sia stato eletto nel 1994 , Piero Buscaroli.
    Sapendo di certo che non si sarebbe mai venduto al PDL.

    Saluti a tutti.

    Roxanne.

  • Lacritica scrive:

    Questo intervento è talmente pop-paradossale-post-moderno, che neanche in una striscia uno potrebbe immaginare che questa storia potrebbe concludersi così!
    Forse è una boutade, ma non voglio pensarci…
    Grande Roxane!

    L’amore per i gatti ci rende almeno un po’ B. più simpatico.

  • Sergio Bestente scrive:

    Beh, a dire la verità sono abbastanza d’accordo con quest’ultimo commento (di Lacritica). E a Roxane mi permetto anche di ricordare che Piero Buscaroli si è candidato per Alleanza Nazionale nel 1994 alle Elezioni Europee. Si trattava delle prime elezioni in cui gli ex missini (AN era appena nata) si presentavano agli elettori come alleati di Forza Italia. Dunque sul non vendersi a Berlusconi andrei più cauto…
    Un saluto e grazie degli interventi.

  • roxanne scrive:

    Vi ringrazio x avermi risposto, nel mio precende commento ho voluto farvi conoscere il buscaroli uomo… in un occasione ho visto il buscaroli portare il suo gatto in lacrime dal veterinario perche il gattino era affetto da grave malattia e non c’erano speranze , in un altra occasione venne appositivamente da bologna per prendersi cura personalmente di uno dei suoi gatti perchè i cacciatori l’avevano inpallinato, il dott. buscaroli dice sempre cio’ che pensa anche con me, personalmente preferisco una verita che fa male che una bugia che fa bene.
    Il Buscaroli e un uomo libero perche la verita rende liberi , non voglio entrare sul tema della politica un argomento che non mi stimola dopo tutto sono solo una donna semplice che viene da una realta diversa:la francia.
    Se volete conoscermi andate all’indirizzo http://janine.blog.tiscali.it/

    Grazie

    roxanne

  • Salvatore Talia scrive:

    Il mio ringraziamento di lettore “casuale” a Sergio Bestente per questo splendido articolo, di cui condivido ogni sillaba. Non conoscevo questo blog, ma da oggi entra fra i miei preferiti.

  • Federico scrive:

    Gentilissimo Signor Bestente,
    non si può e non si deve confondere uno scrittore ed un intellettuale come Piero Buscaroli con la fauna che occupa i posti di governo a vari livelli in Italia. Questi sciacalletti sono il frutto della democrazia dove il numero prevale (lei certamente è come me convinto che se un fabrizio corona qualsiasi dovesse malauguratamente candidarsi verrebbe eletto con milioni di suffragi). Purtroppo il cancro democratico, figlio della rivoluzione francese e dell’illuminismo, ha irrimediabilmente ucciso la Civiltà. Non avremo mai più un Lorenzo de’ Medici, un Federico da Montefeltro o un Papa come Giulio II°. Ed ipocritamente portiamo i nostri figli ad ammirare il campo di sterminio chiamato Colosseo, il Palazzo degli Uffizi, la Cappella Sistina e tutte quelle opere d’Arte nate quando i berlusca ed i bersani non avrebbero mai potuto aspirare ad occupare un qualsiasi posto nella società. Ma quando ciascuno di noi ammira ciò che è stato prodotto fino al macello della seconda guerra mondiale sente nel fondo dell’anima un velo di nostalgia.
    Viva la Libertà, concetto etico, abbasso la democrazia, concetto politico.
    Federico

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